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SHINING IN THE DARK – Recensione

By on 9 Settembre 2020 0 109 Views

Uscita shock targata Independent Legions Publishing che porta in Italia l’antologia “SHINING IN THE DARK“, contenente tanti racconti finora inediti fra cui “Il compressore ad aria blu” di Stephen King.

Per festeggiare i vent’anni di Lilja’s Library, il sito numero uno al mondo dedicato a Stephen King, esce Shining in the dark, antologia di 12 racconti che accoglie fra la sue pagine alcuni dei più autorevoli rappresentati dell’horror mondiale.
Si tratta di un volume estremamente interessante che contiene racconti finora inediti di King, Barker, Ketchum e tanti altri.

Shining in the dark (Independent Legions Publishing, 2018)

Ad aprire l’antologia c’è “Il compressore ad aria blu” di King, racconto pubblicato per la prima volta nel ’71 sulla rivista universitaria Onan, per anni cercato dai collezionisti e ritenuto a lungo introvabile. È un King lontano da quello che conosciamo: con “Il compressore ad aria blu” il King narratore si intromette più volte nel corso della vicenda, espediente piuttosto inusuale e curioso. Ci troviamo davanti ad un racconto probabilmente ancora acerbo, sperimentale, ma comunque interessante nella sua forma di meta-narrazione.


“Nella rete”, scritto a quattro mani da Jack Ketchum (La ragazza della porta accanto, Sentieri di sangue, Red) e P.D. Caceck (La Tomba), dipinge un quadro pessimista di quelli che sono i rapporti “social”: nel racconto, che mantiene fin quasi alla fine la forma di chat, il protagonista finisce per innamorarsi di una donna dopo aver scambiato con lei qualche mail. Ovviamente la cocente delusione è dietro l’angolo insieme ad un feroce finale.
“Il romanzo dell’olocausto” di Steward O’Nan (Un volto fra la folla, Canzoni per la scomparsa) è un’amara rappresentazione dello showbiz che fagocita ogni cosa.
In “Aeliana” di Bev Vincent (Tutto su Stephen King. Alla scoperta di un genio) facciamo la conoscenza di quella che a prima vista sembra essere una bambina senzatetto che però nasconde un misterioso potere. Un racconto dal sapore urban fantasy, una fiaba dolce-amara ambientata fra lo squallore dei vicoli di periferia.
Pidgin e Theresa“, racconto inedito di Clive Barker: folle ed assurda odissea di una tartaruga ed un pappagallo che si trovano, loro malgrado, trasformati in essere umani, o meglio, in una loro grottesca parodia. Fra angeli maldestri e preti meno santi di quanto ci si aspetterebbe, Pidgin e Theresa è senz’altro il racconto più bizzarro dell’intera raccolta.
La fine di ogni cosa“, di Brain Keene (I vermi conquistatori), è la dolorosa vicenda di un uomo che sta affogando nella sua disperazione, segnato da una tragedia che gli ha sconvolto l’esistenza: ogni mattina si sveglia sperando sopraggiunga l’apocalisse, ma questa non arriva mai.
Richard Chizmar (La scatola dei bottoni di Gwendy) porta “La danza del cimitero“, vicenda malsana di un amore non corrisposto.
In “Attratto dal fuoco“, di Kevin Quigley, un gruppo di bambini in cerca del brivido decide di andare al lunapark dove saranno convinti da un misterioso individuo ad entrare nella casa degli orrori più spaventosa di tutte. Racconto che ricorda il cinema horror degli anni ’80 con una buona dose di violenza.
Il compagno“, di Ramsey Campbell, è il vorticoso incubo ad occhi aperti di un uomo che deve affrontare i fantasmi del suo passato.
“Il cuore rivelatore”, di E. A. Poe, non ha bisogno di presentazioni. Un classico che si rilegge sempre con piacere, citato oltretutto ne “Il compressore ad aria blu“.
L’amore di una madre“, di Brian James Freeman, narra di un orrore molto attuale: le lunghe liste di attesa di ospedali e case di riposo e di ciò che si è disposti a fare per amore dei propri familiari. Racconto malinconico che ci spiazza con con twist finale piuttosto riuscito.
Con “Il custode”, racconto pi John A. Lindqvist (Lasciami Entrare) che qui vede per la prima volta la luce, ci immergiamo nel mondo dei giochi di ruolo, un piccolo omaggio nerd alla letteratura di Lovecraft scritto ottimamente e con un finale piacevolmente inaspettato.

Shining in the dark è un variopinto mosaico di stili e generi che abbracciano l’horror nelle più svariate accezioni ed è affascinante vedere come ogni autore rappresenti “l’orrore” alla prima maniera. Lettura variegata che inquieta, rattrista, diverte o colpisce duramente.
Una chicca arrivata miracolosamente anche in Italia grazie al lavoro di Independent Legions Publishing.


La trovate in tiratura limitata ad 800 copie qui: Shining in the dark

Link al post originale: Recensione Shining in the dark su Horror Dipendenza

Shining in the dark (Independent Legions Publishing, 2018)
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