Sign in

Sign up

Confessioni di una necrofila di Domiziano Cristopharo – Recensione

By on 12 Settembre 2022 0 66 Views

Dopo TetroManiac: eROTik (ispirato agli omicidi di Jeffrey Dahmer), il regista Domiziano Cristopharo torna alla regia con Confessioni di una necrofila, il secondo titolo della collana TetroManiac, la serie di lungometraggi targati TetroVideo che si basano su reali storie di criminali e serial killer.

TetroManiac: Confessioni di una necrofila (Domiziano Cristopharo, 2022)

TetroManiac: Confessioni di una necrofila è infatti ispirato alle gesta di Karen Greenlee, considerata la più nota necrofila dell’epoca moderna. Karen era apprendista imbalsamatrice presso il Memorial Lawn Mortuary di Sacramento. Venne arrestata nel 1979 dopo aver rubato un carro funebre e il cadavere dell’uomo che conteneva con cui passò diversi giorni in “intimità”. Se la cavò con poco, dal momento che la necrofilia, all’epoca, non era considerata illegale in California: la Greenlee fu infatti accusata solo del furto del veicolo e di aver interferito con il funerale, e punita con una multa di $ 255 e 11 giorni in prigione.

Nelle sue memorie, la donna ammette di aver consumato rapporti sessuali con una quarantina di cadaveri, definendo la sua una vera dipendenza.

Confessioni di una necrofila, titolo che sembra omaggiare la pellicola del 1974 Deranged: Confessions of a Necrophile, è il nuovo disturbante  film di Domiziano Cristopharo, in uscita prossimamente in DVD e Blu-ray con TetroVideo.

TetroManiac: Confessioni di una necrofila (Domiziano Cristopharo, 2022)

La vicenda ripercorre i ricordi della giovane Karen, tanato-esteta di professione che si confessa di fronte ad una telecamera. Come in una sorta di video diario, racconta la sua travagliata esistenza, indugiando, ovviamente, sui propri vizi segreti che le sono costati il lavoro e la stima di amici e familiari.

Assistiamo dunque alla rapida discesa nella perversione della donna, che inizialmente cerca di reprimere la propria malsana attitudine, ma che finisce per abbandonarvisi completamente, indifferente ai rischi che questa comporta. Proprio come la reale Karen, talmente dominata dal proprio desiderio da fuggire con una salma, noncurante delle conseguenze, anche la protagonista del film farà sempre meno attenzione a non essere scoperta, preoccupata solamente di appagare il proprio insaziabile appetito necrofilo.

Il film è dominato da atmosfere pesanti e claustrofobiche e da un ritmo lento che scandisce l’ossessivo rituale di preparazione funebre. Il mestiere dell’imbalsamatrice viene mostrato con meticolosità in tutte le sue fasi, cosa che suggerisce un apprezzabile lavoro di documentazione in sede di sceneggiatura. Bocche cucite, ferite “stuccate”, tanatoprassi, feci, sangue: bastano questi elementi, di routine per un tanato-esteta, a causare fastidio nello spettatore.

Ed è solo l’inizio, perché ci viene mostrato tutto. Tutto.

TetroManiac: Confessioni di una necrofila (Domiziano Cristopharo, 2022)

Nell’opprimente buio dalla stanza, Karen prepara i corpi con competenza tecnica, ma la sua attenzione è chiaramente molto più che professionale: tocca le salme con sempre maggiore desiderio, fino a lasciarsi completamente andare, spogliandosi dei propri vestiti e di ogni limite morale e sociale.

In un crescendo di malessere e morbosità, ci vengono mostrati amplessi necrofili sempre più “marci”, partendo da corpi integri, passando per quelli orridamente sfigurati fino ad arrivare a vomitevoli cadaveri in avanzato stato di decomposizione coperti da viscidume burroso. Un plauso egli effetti speciali che riescono nell’intento di causare ribrezzo, anche se fra le scene più disgustose ci teniamo a ricordare quella in cui Karen, a cavalcioni sul cadavere, gli provoca un rigurgito di sangue putrido, che la donna si affretta a pulire avidamente con la lingua. Semplice, nauseante.

TetroManiac: Confessioni di una necrofila (Domiziano Cristopharo, 2022)

Fra le sequenze migliori gli ispirati momenti onirici: gli incubi di Karen sono le allucinate materializzazioni della propria libido deviata, scene notevolmente morbose che strizzano l’occhio all’horror classico come quello degli zombie e degli scienziati folli, fondendolo al contesto sexy/erotico, cosa che ricorda anche gli albi gotici e pruriginosi anni ’70 pubblicati dalle case editrici Ediperiodici e Edifumetti. Memorabile la scena in cui il dottore di bianco vestito palpa la nuda Karen senza vita e ne lecca la purulenta cicatrice, che richiama alla memoria le disturbanti sequenze necro-passionali di film come Flesh for Frankenstein.

Si crea uno strano ed efficace contrasto fra la freddezza chirurgica con cui Karen opera i cadaveri, e i momenti di passione e incubo.

L’attrice protagonista, Angela del Regno, qui alla sua prima esperienza sul set, mostra qualche incertezza nella dizione, compensata però dall’ammirabile naturalezza con cui si approccia alle scene più scabrose. Da menzionare anche la performance di Alvia Reale nei panni di una madre dolente, che offre uno scorcio di notevole intensità drammatica.

TetroManiac: Confessioni di una necrofila (Domiziano Cristopharo, 2022)

Meno convincente risulta la scelta dei costumi. Non è facile per un prodotto indipendente ricreare un ambiente anni ’70 (che si percepisce dai baffoni di una delle salme e poco altro), ma la decisione di portare in scena una delle attrici (Chiara Pavoni) con indosso quella che sembra un’ingombrante parrucca arancione, con il rischio di rovinare un momento di tensione tragica, ci ha lasciato qualche perplessità. Anche la scelta delle location è sembrata occasionalmente un po’ frettolosa, forse obbligata dagli stretti tempi di lavorazione. Non sappiamo quali fossero le norme vigenti negli USA degli ’70, ma è un po’ strano a vedersi un’imbalsamatrice che lavora nelle cantine di un condominio fatte passare per una sorta di succursale dell’obitorio, o sul letto di casa del defunto, invece che su un tavolo di metallo. Sottigliezze, certo, che però un minimo stridono con la maniera per il resto meticolosa con cui è riportato il lavoro di Karen sui cadaveri.

TetroManiac: Confessioni di una necrofila (Domiziano Cristopharo, 2022)

Al netto dei perdonabili difetti di una produzione underground, Confessioni di una necrofila è un disturbing drama graficamente estremo che raggiunge l’obiettivo prefissatosi: provocare disgusto e disagio. L’affascinante e proibito dualismo eros-thanatos viene mostrato senza censure nella sua accezione più perversa e morbosa, ma anche più allucinata e onirica, un viaggio introspettivo in una mente per molti malata, ma forse semplicemente diversa nel modo di intendere l’amore e la sessualità. Perché alla fine non ci sarò nessun pentimento, nessuna redenzione da parte di Karen, che invece abbraccerà la propria natura lasciando che le cose facciano il proprio corso.

Sito web: https://tetrovideo.com/

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.