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Recensione di Il mare infetto: Oltre Innsmouth

By on 6 Giugno 2026 0 153 Views

Con la collana Asia, Add Editore continua a esplorare alcune delle voci più interessanti e originali della narrativa asiatica contemporanea. Fra i titoli horror proposti troviamo Il mare infetto di Kim Bo-young, un romanzo che intreccia horror cosmico, body horror e riflessione sociale per raccontare una storia inquietante e sorprendentemente attuale.

“Cos’era quella cosa che avevo visto? Certo non un essere umano. Non poteva esserlo. Perché altrimenti avevo appena commesso un omicidio a sangue freddo.”

Dopo un violento terremoto, Seo Mu-yeong rimane intrappolata in un villaggio costiero messo in quarantena in seguito a una misteriosa epidemia. Il morbo del Mare dell’Est ha infatti flagellato i locali trasformandoli in creature mostruose dalle sembianze di pesce. La nipotina è dispersa e la donna, disperata, porta avanti la sua nuova esistenza da cacciatrice di infetti al servizio delle forze dell’ordine del luogo. L’arrivo di un ricercatore deciso a studiare il contagio farà emergere la terribile verità dietro la malattia.

Il villaggio dei mostri

Il bene e il male, gli uomini e i mostri. Noi e gli altri.

Un tropos vecchio come il mondo, l’eterno contrapporsi dei buoni, eroici e coraggiosi, contro i cattivi, che sono tradizionalmente anche ripugnanti nei modi e nell’aspetto.

Ma la realtà delle cose, come sappiamo, va ben oltre il bianco e il nero e si perde in infinite sfumature.

L’autrice sud-coreana Kim Bo-young sceglie l’opera di Lovecraft come suggestione di partenza per elaborare una storia ben più stratificata e metaforica di quello che possa sembrare all’inizio.

Se in un primo momento il virus e la quarantena potrebbero riportare alla mente i recenti accadimenti del periodo Covid, l’intento, come specificato anche nella postfazione, è proiettato in un’altra direzione.

Il morbo oceanico, infatti, diventa metafora di una società che etichetta, che respinge e che teme ciò che non comprende, terrorizzata dal cambiamento. Kim Bo-young non sta parlando di uomini pesce, non solo, almeno: sta parlando di paure che esistono soltanto nella mente di chi non è in grado di vedere oltre le proprie convinzioni.

Gli infetti, orribilmente mutati, sono raccapriccianti e disgustosi nelle fattezze, e la protagonista non ha nessuno scrupolo nell’usare le maniera forti con loro. D’altro canto, non sono persone come lei, non ne hanno l’aspetto, e dunque non meritano alcuna pietà.

Salsedine e body horror

Kim Bo-young riesce a evocare con forza il tanfo di pesce putrido, la sensazione dell’umidità che si insinua nelle ossa, l’odore del legno marcio e della salsedine. L’idea è quella di trovarsi in un ambiente ostile, un habitat non adatto per gli uomini che vivono in un costante stato disagio fisico e mentale.

Ma fra la muffa e il pungente odore di putrefazione troveranno spazio, stridendo per contrasto, momenti drammatici e toccanti. L’autrice, così abile nel dipingere mutazioni raccapriccianti e oscene degne del miglior body horror, riesce al contempo a dare alle sue creature uno spessore tragico assolutamente inedito.

E se La maschera di Innsmouth fosse raccontata dal punto di vista degli uomini pesce, cosa avrebbero da dire? Magari non direbbero nulla, perché ormai privi di corde vocali funzionanti. Ma certo la loro verità sarebbe diversa da quella raccontata dall’intruso esagitato che ha violato la tranquillità del loro villaggio.

Recensione di Il mare infetto: Conclusione

Non solo La maschera di Innsmouth, cogliamo chiari riferimenti anche a Il Richiamo di Cthulhu: in questo periodo storico, dove l’influenza del solitario di Providence comincia quasi a essere ripetitiva e irritante, ecco che l’autrice compie un piccolo miracolo, toccando tematiche ormai ampiamente sviscerate in una maniera sorprendentemente originale ed efficace.

Perché Il mare infetto non è il solito omaggio tentacolare, né un Lovecraft “made in Korea”, ma uno scorcio lucido e angosciante sul presente e un invito ad aprire le mente per guardare con occhio diverso ciò che si staglia all’orizzonte.

Dettagli prodotto

Il Mare Infetto è uscito per la collana Asia di Add Editore con traduzione di Giulia Donati e illustrazione di copertina realizzata da Lucrezia Viperina.

  • Autore: Kim Bo-young
  • Editore: Add Editore
  • Paese di origine: Corea del Sud
  • Lingua: Italiano
  • Formato: Brossurato con alette
  • Pagine: 144
  • Data di uscita: 2025
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