- Home
- Film
- Recensioni film
- Recensione L’Assassino è costretto a uccidere ancora
Recensione L’Assassino è costretto a uccidere ancora
Grazie a Rustblade Records una nuova edizione DVD e una prima edizione Blu-ray italiana per il morboso thriller di Luigi Cozzi.

Trama
Giorgio Mainardi, un architetto pieno di debiti e infedele alla moglie, organizza l’omicidio della ricca Norma assoldando un killer per farla sparire. Ma dopo il delitto il piano prende una piega imprevista quando due giovani, ignari della presenza del cadavere nel bagagliaio, rubano l’auto dell’assassino che si getta al loro inseguimento.


Il Ragno
Dopo l’indefinibile e surreale esperimento del film Il tunnel sotto al mondo (uscito in DVD in Italia con la collana Oblivion Grindhouse), e prima del periodo più “leggero” dei suoi adorabili Hercules, Scontri stellari oltre la terza dimensione e dei vari horror degli anni ’80, sanguinosi, colorati e spesso sopra le righe, Luigi Cozzi esce nel 1975 con la sua prima pellicola destinata al grande pubblico. Si tratta di quello che, ad oggi, è forse il suo prodotto più “serio” e crudo, nonché in generale uno dei suoi lavori più riusciti: L’assassino è costretto ad uccidere ancora.
Un thriller uscito quando ormai il genere era agli sgoccioli, con due anni di ritardo rispetto al previsto. Inizialmente intitolato Il Ragno, per agganciarsi alla moda argentiana dei gialli con animali nel titolo, il film venne bocciato dalla censura, fu poi re-intitolato e tagliato delle sue scene più crudeli, che verranno nuovamente inserite nell’edizione VHS attraverso cui il film avrà nuova vita in edizione integrale.
La pellicola di Cozzi ha in effetti diversi momenti piuttosto morbosi: fin dalle prime scene, con il killer che palpeggia il cadavere della morta, intuiamo le devianze sessuali nell’uomo, che troveranno il suo apice nella straziante scena di stupro nella casa abbandonata sul mare.
Il killer è interpretato dal francese Antoine Saint-John, la cui incredibile fisionomia caratterizza in maniera indimenticabile il personaggio. Il volto del killer, mostrato fin dai primi minuti (cosa insolita nei thriller/gialli del periodo) è infatti fra gli elementi che maggiormente rimangono impressi del film, insieme alla carica perversa e malsana che l’attore riversa nel suo personaggio.

Da Scerbanenco e La porta sul buio
L’assassino è costretto uccidere ancora ha un inizio folgorante, il cui spunto di partenza (la macchina rubata) è mutuato da Al mare con la ragazza di Giorgio Scerbanenco, romanzo dal quale prende poi le distanze. La pellicola pare sia stata pensata anche come “versione lunga” dell’episodio “Il vicino di casa” che Cozzi diresse per la serie La porta sul buio nel 1973, ma anche in questo caso le somiglianze sono minimali: rimane l’idea della coppia isolata e il nome del protagonista, Luca.
Nonostante l’ottima partenza L’Assassino è costretto ad uccidere ancora non riesce forse a mantenere la tensione fino alla fine, con un intreccio thriller non sempre efficace ed un ritmo altalenante che fatica a reggere il climax conclusivo.

Recensione L’Assassino è costretto a uccidere ancora: Conclusioni
Del film rimangano comunque impressi lo sguardo allucinato del killer, l’ottimo cast, il giallo acceso degli interni dell’appartamento di Giorgio. E sicuramente l’omicidio della giovane bionda e la sequenza di violenza carnale, brutale e disperata, comicamente liquidata dal capo della polizia che se ne esce bonariamente con “i ragazzi hanno già avuto la loro lezione”, mentre la giovane traumatizzata a vita gli siede davanti ancora tremante.
Non fra i thriller più conosciuti del periodo, ma una pellicola in ogni caso meritevole: si tratta probabilmente di uno dei film migliori di Cozzi, che dimostra intuizioni di regia libere e interessanti.
Il film è uscito in nuova edizione DVD e per la prima volta in Blu-ray in Italia grazie a Rustblade Records.
