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Dreaming Purple Neon (2016) di Todd Sheets – Recensione

By on 9 Agosto 2021 0 694 Views

Spasmo Video porta in DVD Dreaming Purple Neon (2013), fra i film più sanguinosi della carriera di Todd Sheets.

Dreaming Purple Neon (2016) – Todd Sheets

Il boss criminale Ray Ray e i suoi scagnozzi sono sulle tracce della segretaria che li ha derubati di droga e armi. La donna chiede aiuto all’amica che lavora presso uno studio dentistico, ma proprio in quel momento i suoi inseguitori arrivano e minacciano i presenti. Ma il peggio deve ancora venire: uno degli inquilini dell’edificio, Cyrus, è il sacerdote di un culto esoterico, e ha adibito le cantine del condominio a luogo di esperimenti e rituali. Cyrus è riuscito a sintetizzare dal sangue di demone una nuova droga, la Purple Neon, che porta alla trasformazione di chi l’assume. La nuova droga ormai circola per la città, spacciata proprio dagli uomini di Ray Ray. Fine ultimo del sacerdote è evocare la regina dei demoni che ha però bisogno di un ospite per rinascere e per portare l’apocalisse sulla terra…

Dreaming Purple Neon (2016) – Todd Sheets

Come nel film Ozone di JR Bookwalter, dove Ozone era proprio il nome della droga che trasformava la gente in zombie, anche in Dreaming Purple Neon è la droga il fulcro della storia, sostanza che trasforma le persone, questa volta non in zombie ma in una sorta di demoni o posseduti. Forse Sheets ha tratto ispirazione dal film di Bookwalter, con il quale aveva collaborato in passato, forse no, ma di certo le influenze del cinema anni ’80 e ’90 non mancano.

Dreaming purple neon pare infatti rifarsi al cinema horror di quegli anni, cosa evidente anche dalla fotografia fatta di luci colorate rosse, verdi e viola, e dalla scelta di utilizzare quasi esclusivamente effetti speciali vecchia scuola. Troviamo tantissimi make-up ed effetti prostetici, siringhe con fluidi fluorescenti stile Re-Animator e una tamarrissima regina dei demoni vestita come l’eroina di un dark fantasy di serie b. 

Dreaming Purple Neon (2016) – Todd Sheets

A farla da padrone sono le sequenze di violenza, si tratta di uno dei film più sanguinosi della carriera del regista e il sangue schizza costantemente in ogni direzione. Oltre allo splatter esuberante c’è anche una notevole componente gore fatta di torture, ferite slabbrate, budella sfilate dai toraci aperti e frattaglie varie, scene piuttosto forti che riescono a suscitare del fastidio. Ricordiamo ad esempio il momento di un orrido parto e una scena grottesca e originale in cui uno dei demoni si nutre attraverso una mascherina da anestesia, succhiando dal tubo che è piantato nella pancia aperta e sanguinante di una donna. In una sequenza particolarmente da incubo vediamo una vittima drogata condotta attraverso l’oscuro scantinato dove chirurghi folli stanno seviziando pazienti urlanti, una visione dell’inferno che ricorda il macabro e marcissimo delirio infernale evocato nei film anni ’90 di Olaf Ittenbach, e in particolare una scena con il trapano richiama un momento di The Burning Moon.

Dreaming Purple Neon (2016) – Todd Sheets
Dreaming Purple Neon (2016) – Todd Sheets

Un altro elemento di grande interesse sono i demoni e le sequenze di evocazione. I mostri, di diverso aspetto, sono realizzati con effetti prostetici dall’aspetto un po’ gommoso e piacevolmente anni ’80. Almeno un paio le creature memorabili.

Per la location claustrofobica e alcuni elementi della storia si percepisce anche una vibrazione stile Demoni di Lamberto Bava, e sicuramente il regista non è estraneo al cinema di genere italiano vista la citazione ai film di Fulci, Un gatto nel cervello e Zombi 2. Dreaming Purple Neon è un film amabilmente cattivo, dove nemmeno bambini e ragazzine vengono risparmiati e il sangue scorre a fiumi. Per la sua intera durata (1 ora e 46 minuti) il film non ha un solo calo di ritmo, un vero festival di gore, demoni e combattimenti a colpi di pistola e spada. Imperdibile per gli amanti dello splatter e del cinema horror vecchia scuola.

Per l’acquisto: Dreaming Purple Neon (DVD Spasmo Video)

Dreaming Purple Neon (2016) – Todd Sheets

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