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CUOIO NERO di David J. Schow – Recensione

By on 25 Agosto 2020 0 176 Views
Cuoio nero Libro di David J. Schow (Independent Legions Publishing, 2017)

CUOIO NERO, un’altra valida antologia targata Independent Legions Publishing. Dal padre dello splatterpunk David J. Schow, una folle carrellata di storie rigorosamente in salsa gore.

David J. Schow, scrittore, critico cinematografico e sceneggiatore di film come Il Corvo, è un autore che non gode di particolare notorietà in Italia ma che è riconosciuto nel mondo come colonna dello splatterpunk. È stato lui, infatti, a coniare il termine, finito ufficialmente nel 2002 nel dizionario inglese di Oxford.

Lo scrittore e sceneggiatore David J. Schow indossa il guanto di Freddy Krueger


Nella raccolta Cuoio Nero, Schow reinterpreta topoi dell’horror e personaggi classici come vampiri, licantropi o mostri vari da film Universal in chiave spesso ironica e moderna. I morti viventi in particolare sono delle costanti nel corso dell’antologia, costellata da cadaveri putrescenti che si alzano dalle loro tombe, argomento estremamente abusato nell’ambiente horror che Schow racconta in maniera mai banale. Come nel divertente “Dove vi era il cuore“, dove l’ex fidanzato di Barb continua a tornare a casa in cerca di vendetta nonostante venga fatto ripetutamente a pezzi. In “Warmboy e i figli di Jerry” il repellente Warmboy vive l’apocalisse zombie con entusiasmo, un allegro interminabile buffet di saporita carne non morta. Il racconto “La notte di Pitt al cimitero di Lewistone“, è una riflessione dolceamara su ciò che ci si lascia alla spalle e sul senso di colpa, dove gli zombie dei parenti defunti sono in questo caso figure benevole che guidano Pit nel suo percorso di accettazione e crescita. Malinconico è anche “Scultura di sabbia“, in cui il protagonista è tormentato dal passato che ritorna e continua a rivivere la morte della sua amata compagna. Di tutt’altro tono è “Il banchetto del mendicante“, sceneggiatura teatrale splatter e grottesca per uno spettacolo grand guignol mai andato in scena.

Non mancano racconti di stampo più estremo e più smaccatamente splatterpunk, come la carneficina selvaggia di “Cappelli da cattivi” o il morboso e necromantico “Compagno di vita“.


Schow riesce quindi a stringere lo stomaco con immagini raccapriccianti ma anche a divertire, imprimendo nelle storie un macabro humour nerissimo. Non solo: senza perdersi in patetismi, finisce talvolta per toccare quelle corde che inumidiscono gli occhi, con riflessioni mai stucchevoli sulla solitudine e sul tempo che passa, dando spesso voce a personaggi borderline, reietti e disperati.

Cuoio nero è dunque una lettura assolutamente piacevole ed una raccolta indispensabile per conoscere più da vicino un’importante personalità della letteratura e del mondo dell’horror in generale.

Per l’acquisto: Cuoio Nero di David Schow

Link al post originale: Recensione sulla pagina Horror Dipendenza

Cuoio nero Libro di David J. Schow (Independent Legions Publishing, 2017)
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