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VLOODY MARY di Paolo Di Orazio – Recensione

By on 9 Settembre 2020 0 84 Views

“Iliade necrolesbo di una deejay rock in una nera giostra di licantropi, morti viventi e amori terminali che insanguinano Roma”


VLOODY MARY, di Paolo di Orazio, torna in una nuova lussuosa edizione targata Independent Legions Publishing.

Vloody Mary di Paolo Di Orazio (Independent Legions Publishing, 2018)

Un’affascinante giovane Dj, Vloody Mary, sta rapidamente conquistando folle di metallari, con il suo look fetish goth e la sua scaletta sempre devastante.
Nel mentre Roma è scossa da una serie di feroci omicidi: i cadaveri sono ritrovati dissanguati e privi del cuore, o sbranati e con la testa esplosa. Ad indagare sul caso “Scanners” è il commissario Vanacura, dotato di una particolare sensibilità al paranormale.


Licantropi e non morti… Si tratterà forse dell’ennesima storiella dell’orrore? Ovviamente no. Paolo di Orazio prende alcuni dei mostri classici dell’immaginario horror e li rielabora in chiave moderna, riuscendo nell’impresa titanica di renderli sia originali che credibili nel contesto urbano in cui si muovono.
Il commissario Vanacura, che troveremo successivamente in altri romanzi dell’autore, segue una scia di cadaveri alla ricerca dello spietato killer, guidato dalle vibrazioni della sua ghiandola pineale che funge da sesto senso. Un personaggio dall’irresistibile ironia, con l’aria esausta di chi ne ha viste troppe ma che non si arrende nemmeno davanti alle situazioni più assurde.


La stile di Di Orazio è come sempre brutale: corpi sventrati, mutilati, organi ciondolanti, ferite aperte, purulente, un tripudio di sangue e liquidi corporei. Non si dimenticherà facilmente il momento del serpente dentro l’utero, una delle cose più ripugnanti e dolorose che abbia mai letto.

Paolo Di Orazio, autore


Nonostante tutto, ‘Vloody Mary’ è anche e soprattutto una storia d’amore. Mary e Martyna non sono fatte per stare insieme ma non possono fare a meno l’una dell’altra. Un amore bruciante e malato, una storia di ossessione, dipendenza e gelosia fra due donne che si amano al punto di odiarsi. Quando l’amore (ti) uccide.
Un erotismo mostruoso e malsano percorre l’intero romanzo, accompagnato da momenti estremamente morbosi. Le foto necrofetish di Martyna catturano l’armonia delle forme immobili, la bellezza dei corpi morti che sembrano reliquie. I cadaveri non sono mai stati così affascinanti.


Sullo sfondo, la storia di Padre Sebastiano, il misterioso prete porfiriaco affetto da una fame irreprimibile: si ciba di anime e tossendo espelle il filtrato dei peccati che gli rimane nei polmoni, un’argilla nera che conserva in barattoli.


‘Vloody Mary’ pulsa di un ritmo proprio, costante, e la lettura è virtualmente accompagnata dai travolgenti brani della DJ: Black Sabbath, Megadeth, Ramones, Metallica, Marilyn Manson, Rammstein… Una tempesta elettrica a cui non ci si può sottrarre.
Sangue e pogo, romanticismo e cadaveri: ‘Vloody Mary’ è un romanzo unico ed indimenticabile dove musica e orrore si intrecciano in una macabra rapsodia d’amore e morte.

Il romanzo è stato tradotto in lingua inglese e presentato all’estero, fiera rappresentazione che l’horror italiano non è morto.

Edizione a tiratura limitata:

Vloody Mary di Paolo Di Orazio (Independent Legions Publishing, 2018)
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