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Fase IV: distruzione Terra – Recensione flash

By on 29 Gennaio 2024 0 261 Views

Gioiello del cinema distopico-apocalittico, una pellicola criptica ed alienante che ancora oggi affascina ed inquieta.

Fase IV: distruzione Terra (Phase IV), Saul Bass, 1973

Fase IV: distruzione Terra (Phase IV), Saul Bass, 1973


Una misteriosa energia aliena rende le formiche intelligenti al punto da rappresentare una minaccia per il genere umano, minuscoli ed insignificanti insetti che nella loro moltitudine diventano inarrestabili. Fra enigmatici monoliti e costrutti spigolosi, forme ed inquadrature geometriche ritornano in maniera ossessiva; la matematica è il linguaggio di ogni essere senziente e l’intelligenza che muove le formiche segue ferrei schemi logici.


Il finale ufficiale (non la versione “edulcorata” che è stata proietta nei cinema) è il culmine assoluto dell’incubo: un delirio lisergico di quasi 5 minuti in cui il protagonista, in prenda a uno shock epifanico, accetta il nuovo ordine universale eretto dalle formiche, una visione totalmente folle che oscilla fra la genesi dell’uomo e il suo futuro, una sorta di distopia socialista dove gli esseri umani sono incasellati in precise celle e geometrici, illimitati labirinti.

Fase IV: distruzione Terra (Phase IV), Saul Bass, 1973


Una riflessione sul rapporto uomo-natura che prende connotazioni metafisiche, deflagrando in un sci-fi filosofico di una potenza allucinante e visionaria incredibile, per certi versi kubrickiano, che ipnotizza con suoni, colori ed eretiche ed inumane geometrie, lasciandoti un cupo senso di inquietudine e smarrimento. Difficile riemergere dai cunicoli del formicaio.

Dalla bozza della sceneggiatura di Mayo Simon è stato tratto il romanzo omonimo Fase IV di Barry N. Malzberg, pubblicato nel 1973, 10 mesi prima dell’uscita del film.

 
 
 
 
 
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Un post condiviso da Silvia Riccò (@horror_dipendenza)

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